Alphabet ha consegnato uno dei trimestri più forti della sua storia guidati dall'AI dopo la chiusura del 22 luglio — e ha subito un contraccolpo per quanto spenderà in futuro. Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 24% su base annua a 119,8 miliardi di dollari, ben oltre le stime, mentre il titolo ha perso circa il 4% nel trading after-hours.

Il cloud accelera

I ricavi di Google Cloud sono balzati dell'82% a 24,8 miliardi di dollari, superando nettamente il consensus di circa 22,3 miliardi di dollari, con un utile operativo cloud di 8,8 miliardi di dollari contro 2,8 miliardi di dollari un anno fa. Il backlog racconta una storia ancora più netta: in aumento di circa 50 miliardi di dollari in un solo trimestre fino a 514 miliardi di dollari di ricavi futuri contrattualizzati.

Il conto da pagare

La spesa in conto capitale trimestrale ha toccato il record di 44,9 miliardi di dollari — circa il doppio rispetto a un anno fa — portando il free cash flow a meno 5,9 miliardi di dollari, presumibilmente il primo trimestre negativo da quando Alphabet è quotata. La guidance per il capex sull'intero anno è stata alzata di nuovo, da 180-190 miliardi di dollari a 195-205 miliardi di dollari, e il management ha segnalato un "aumento significativo" per il 2027, includendo capacità in leasing da terze parti come soluzione ponte.

La scala di Gemini

Il CEO Sundar Pichai ha detto che l'app Gemini ha raggiunto 950 milioni di utenti attivi mensili, che AI Mode in Search ha superato 1 miliardo e che le API di Google ora elaborano 22 miliardi di token al minuto.

Il verdetto del mercato

L'utile netto riportato di 112,1 miliardi di dollari è stato gonfiato da circa 98 miliardi di dollari di plusvalenze azionarie una tantum, quindi gli investitori lo hanno guardato oltre — concentrandosi invece sulla voce capex. Il sell-off riecheggia la reazione agli aumenti di Meta e Microsoft all'inizio di quest'anno: la crescita non è più la domanda; il costo per sostenerla lo è.