Torsten Slok, chief economist di Apollo, ha pubblicato una nota sostenendo che il boom dell’AI non ha spiazzato il lavoro white-collar delocalizzato e, anzi, lo sta espandendo. Fortune ne ha scritto il 29 agosto 2026 alle 13:08:48 UTC. Si tratta di un’argomentazione seria, e la sua base probatoria ha un punto specifico che vale la pena evidenziare.

Cosa dice la nota

Citando la IT & Business Process Association of the Philippines, Slok osserva che dal 2016 al 2025 l’occupazione nei call center filippini è aumentata ogni anno, quasi raddoppiando fino a 2 milioni. Aggiunge che dal 2021 a luglio 2026, la disoccupazione è scesa dal 9% a circa il 5% nelle Filippine e da circa il 7% al 6% in India. "Se l’AI stesse spiazzando il lavoro white-collar su larga scala, ci si aspetterebbe di vederlo prima nelle Filippine e in India", ha scritto. "Invece, il tasso di disoccupazione in entrambi i paesi ha continuato a tendere al ribasso".

Dove si ferma l’evidenza

La serie portante — quella che misura davvero i posti di lavoro nei call center — termina nel 2025. Le implementazioni agentiche di cui si parla sono un fenomeno del 2026. L’unico dato del 2026 offerto è un tasso di disoccupazione nazionale, e un tasso nazionale non può isolare un settore: l’outsourcing dei processi aziendali rappresenta una quota importante dell’occupazione filippina ma non certo tutta, quindi un calo del dato complessivo è perfettamente compatibile con una riduzione dei posti BPO compensata da aumenti in altri settori. La tesi potrebbe anche essere corretta. Ma per il periodo in discussione non è ancora misurata.

Un numero che viene letto al contrario

Il contrappeso citato è una stima della Brookings Institution secondo cui l’86% dei compiti degli addetti al customer service ha un elevato potenziale di automazione. Si tratta di una stima di esposizione alle attività — la quota di compiti che un modello potrebbe in linea di principio svolgere — e viene regolarmente resa come "l’86% dei posti nei call center può essere sostituito". Sono affermazioni diverse, e il divario tra le due è proprio il punto controverso.

Il meccanismo, e che cos’è

La spiegazione di Slok è il paradosso di Jevons: "Man mano che l’AI rende il lavoro dei call center più economico e veloce, le aziende ne stanno acquistando di più, non di meno", e "un costo per interazione più basso non significa meno interazioni". È una lettura coerente di come un crollo dei costi possa far crescere un mercato invece di ridurlo — il modello descritto da Jevons per il carbone nel 1865. Ma si tratta di una ipotesi proposta per spiegare dati che non coprono ancora il periodo, non di un risultato tratto da essi. Le analogie a sostegno vanno nella stessa direzione: il paragone con la radiologia richiamato nel pezzo, secondo cui il numero di radiologi statunitensi è aumentato del 10% nell’ultimo decennio nonostante le previsioni di automazione, è un trend decennale, non una prova del ciclo attuale.