Travis Kalanick ha appena chiuso uno dei più grandi round dell'anno nel settore della robotica — con una svolta poetica nella lista degli investitori. Atoms, la sua holding per l'automazione industriale, ha chiuso un aumento di capitale da 1,7 miliardi di dollari guidato da Andreessen Horowitz, ha riportato TechCrunch il 22 luglio. Tra i partecipanti: Uber, la società che lo estromise da CEO nel 2017.

Dalle ghost kitchen all'industria pesante

Atoms è l'evoluzione ribattezzata di CloudKitchens, l'impero delle ghost kitchen costruito da Kalanick dopo Uber. La svolta si è concretizzata a marzo, quando ha acquisito Pronto — la società di autonomia per l'industria pesante guidata in precedenza da Anthony Levandowski — assumendo il nuovo nome. Oggi gestisce tre divisioni: Atoms Food, Atoms Mining e Atoms Transport.

La tesi del "wheelbase per robot"

La proposta di Kalanick è una piattaforma autonoma comune — un "wheelbase per robot" — distribuita in settori in cui la manodopera scarseggia e gli ambienti sono strutturati: siti minerari, piazzali logistici, linee di produzione alimentare.

I soldi

Oltre a a16z — il cui co-fondatore Ben Horowitz entra nel consiglio di amministrazione — il round di equity ha coinvolto Bain Capital, Fifth Wall, Chemistry, A*, K5 Global, SV Angel e altri, oltre a finanziamenti in debito non resi noti da Bank of America, Goldman Sachs, Wells Fargo, JPMorgan e Barclays. Valutazione: non divulgata.

Il contesto

L'AI del mondo fisico sta attirando i mega-round un tempo riservati ai laboratori di modelli — solo questa settimana sono arrivati anche PsiBot, sostenuta da Chery, verso lo status di unicorno, e la europea Humanoid a una valutazione di 1,35 miliardi di dollari. Gli investitori scommettono che il prossimo mercato da trilioni per l'automazione sarà fangoso, pesante e offline.