IBM ha confermato dopo la chiusura del 22 luglio ciò che il preallarme del 14 luglio aveva già comunicato al mercato: i ricavi del secondo trimestre, pari a $17.16 billion, sono cresciuti di appena 1% e hanno mancato il consenso di circa $17.6 billion, mentre l’EPS rettificato di $2.93 è rimasto sotto i $2.97 attesi. Il titolo, che dopo il warning aveva registrato il peggior calo giornaliero della sua storia — circa 25% — si è mosso appena: il danno era già scontato.
Il crollo dei mainframe
I ricavi dell’infrastruttura sono scesi del 7%, trascinati da un crollo del 42% delle vendite dei mainframe IBM Z rispetto al trimestre di lancio dello z17 dell’anno scorso. IBM insiste sul fatto che lo z17 resti il suo miglior ciclo di aggiornamento di sempre, ma il CFO aveva previsto un impatto di "uno o due punti" e ne ha avuto più di cinque — il divario che ha costretto il warning del 14 luglio.
Il software regge, la consulenza rallenta
Il software è cresciuto del 5% a $7.8 billion, con Red Hat e Hybrid Cloud in aumento dell’11%. La consulenza è rimasta sostanzialmente invariata a $5.3 billion.
Il conto dell’AI
L’AI generativa rappresenta ormai circa la metà delle commesse di consulenza e oltre il 30% del backlog della consulenza — una trazione reale, ancora troppo piccola però per compensare un ciclo hardware in rallentamento.
Guidance tagliata
La crescita dei ricavi a valuta costante per l’intero anno è ora indicata al 4-5%, in calo rispetto a "più del 5%", con il limite inferiore come scenario base. Le previsioni di crescita del software per l’intero anno sono state ridotte al 6-8%, mentre la guidance sul free cash flow — in aumento di circa $1 billion su base annua — è rimasta invariata. L’EPS GAAP si è attestato a $2.27. Il messaggio del CEO Arvind Krishna: la domanda dei clienti è "ritardata, non persa". Con il titolo in calo di circa il 30% da inizio anno, gli investitori vogliono che la salita della consulenza AI superi il crollo dei mainframe — e in questo trimestre non è successo.
