ERCOT ha definito l’ambito della verifica ordinata dal governatore Greg Abbott il 14 agosto: tra 250 e 300 progetti di interconnessione, circa il 90% dei quali data center, per un totale di circa 200 GW di domanda futura.
Il confronto che rende leggibile il numero
200 GW sono più del doppio del record storico di domanda di picco stabilito da ERCOT nel luglio 2026. La rete viene chiamata a pianificare un carico futuro più che doppio rispetto a qualsiasi cosa abbia mai effettivamente servito, a partire da progetti che nella maggior parte dei casi non esistono ancora.
Come si è arrivati alla coda attuale
I progetti sottoposti ad audit rientrano nello studio Batch Zero di ERCOT, che comprende più di 1.800 progetti per un totale di oltre 474 GW. Il consulente generale Chad Seely ha detto che la revisione porta i controlli di verifica già esistenti "in testa alla fila" invece di aggiungere un nuovo filtro. Le code di interconnessione si riempiono di richieste speculative perché presentarle costa poco e mantenere una posizione è prezioso; la verifica cerca di capire quanta parte dei 200 GW abbia davvero un’azienda alle spalle.
Cosa dovranno ora dichiarare gli sviluppatori
In base alla direttiva di Abbott: incentivi fiscali ricevuti, consumo di energia e generazione in loco, consumo idrico e metodo di raffreddamento, misure di mitigazione dell’impatto sulla comunità e proprietà dell’impianto. Le voci sugli incentivi fiscali e sulla proprietà sono le aggiunte più rilevanti: rendono possibile vedere chi si nasconde dietro un progetto e cosa il pubblico sta già pagando per esso.
Cosa non è
Non si tratta di una moratoria. I 200 GW sono carico richiesto — non contrattualizzato, non finanziato, non in costruzione — e proprio questa sovrasottoscrizione è ciò che l’audit vuole misurare, quindi leggere la cifra come costruzione imminente ribalta il senso dell’iniziativa. La copertura parallela del Texas Tribune osserva che l’audit è ancora privo di dettagli e che gli analisti dubitano che rallenterà l’espansione. L’ordine di Abbott risale al 3 agosto; la novità è che ERCOT ne ha resi noti portata e tempistica.
Il cronometro
ERCOT afferma che l’audit richiederà diversi mesi, con l’obiettivo della scadenza originaria di Batch Zero fissata per aprile. Fino alla pubblicazione dei risultati, ogni previsione sulla rete del Texas poggia su una coda che nessuno ha verificato.
