Il National Cabinet australiano si è riunito questa mattina e ha diffuso un comunicato che è stato ampiamente riportato come un accordo su standard nazionali per i data center. Letto direttamente, dice qualcosa di decisamente più debole.

Il testo approvato, parola per parola

I Primi ministri hanno concordato che "i grandi data center comportano impatti significativi su energia, acqua e uso del suolo che devono essere gestiti", e che "il Commonwealth lavorerà con i governi statali e territoriali per sviluppare standard obbligatori coerenti per l'energia, l'acqua e l'uso del suolo dei data center." Sui tempi: "il Commonwealth intende legiferare sugli standard per l'AI all'inizio del 2027."

Dove la lettura comune sbaglia

Nulla è stato standardizzato. Il comunicato prevede di sviluppare standard in un momento futuro, e il Commonwealth intende soltanto legiferare, all'inizio del 2027. Ancora più significativo, l'unica disposizione davvero vincolante nella proposta federale — quella che avrebbe richiesto a un nuovo data center di garantire la nuova generazione necessaria al carico che richiede, il principio del "causer pays" — non compare affatto nel testo concordato. Abbiamo verificato direttamente la sezione sui data center: non contiene alcuna cifra in megawatt o gigawatt, alcuna cifra in dollari e nessun riferimento a rinnovabili, garanzie o stabilizzazione della rete.

La deroga

Queensland e Northern Territory hanno ottenuto esenzioni che consentono di alimentare i data center con carbone o gas invece di soddisfare un requisito sulle rinnovabili. Il premier del Queensland ha definito l'esito un "buon risultato" e un approccio "tecnologicamente neutrale". Il premier del South Australia ha affermato che le rinnovabili alimenteranno "principalmente" i futuri data center — una parola che fa molto lavoro. Uno standard nazionale obbligatorio con un buco proprio nel punto in cui il carico è più economico da costruire non è un livello minimo nazionale.

Perché la distinzione non è un cavillo

I modelli di capacità vengono già ricalibrati sulla base dei titoli "l'Australia concorda standard nazionali". Chi lo fa sta prezzando una regola che ancora non esiste, potrebbe non essere vincolante fino al 2027 e non lo sarà affatto in Queensland. Va anche notato che la tempistica della legislazione è l'inizio del 2027, non il 2026 — alcune coperture televisive riportano erroneamente il dato, e il comunicato è la fonte autorevole.