Google punta sul movimento come risposta all'identità nell'era dei deepfake. Il 23 luglio ha lanciato un'opzione di verifica tramite video selfie per gli Account Google: un modo per consentire agli utenti bloccati di dimostrare di essere sia la persona giusta sia una persona in carne e ossa.

Come funziona

Gli utenti registrano in anticipo un video selfie di riferimento, seguendo movimenti della testa guidati che catturano il volto da più angolazioni. Al momento del recupero, registrano un nuovo video con gli stessi movimenti guidati e Google confronta i due. In modo cruciale, la configurazione deve avvenire prima di un blocco dell'account: non può essere aggiunta dopo.

Progettato contro i deepfake

I movimenti coreografati sono controlli espliciti di presenza: Google afferma che il sistema usa "più livelli di sicurezza" per respingere i tentativi di impersonificazione tramite foto e video generati dall'IA. Un deepfake statico — o una clip riprodotta — non dovrebbe soddisfare richieste emesse in tempo reale.

Le condizioni sulla privacy

Il video di riferimento viene archiviato criptato nell'account e può essere eliminato in qualsiasi momento. Per impostazione predefinita viene usato solo per l'accesso; un'impostazione opzionale, revocabile, consente però a Google di utilizzarlo per migliorare il riconoscimento facciale e la stima dell'età.

Chi è escluso

La funzione non è disponibile per account Workspace, account per minori o iscritti all'Advanced Protection Program e richiede un dispositivo mobile dotato di fotocamera; la disponibilità regionale varia dopo un precedente test in Brasile. Il video selfie è pensato come opzione di riserva quando passkey, codici di backup e dispositivi attendibili non sono disponibili, non come sostituto.

Il quadro più ampio

Il recupero dell'account è da tempo il punto debole della sicurezza: è il flusso che gli aggressori prendono di mira proprio perché aggira password e controlli a due fattori. Google scommette che la presenza verificata batta le domande di sicurezza in un mondo in cui il volto di chiunque può essere copiato — e, su scala di miliardi di account, questa scommessa diventa il modello predefinito del settore.