Una grave falla nella ServiceNow AI Platform è ora sfruttata in attacchi reali, avvertono i ricercatori di sicurezza — una forte escalation, dato quanto profondamente ServiceNow sia integrata nelle grandi imprese. Il bug, CVE-2026-6875, consente ad aggressori senza autenticazione di uscire dalla sandbox della piattaforma ed eseguire codice da remoto.
La vulnerabilità
Searchlight Cyber, che ha segnalato la falla il 1 aprile, la descrive come una vulnerabilità che consente a "minacce senza autenticazione di evadere dalla sandbox ed eseguire codice da remoto all'interno della piattaforma ServiceNow." Poiché non richiede credenziali, lo sfruttamento necessita solo della raggiungibilità di rete verso un endpoint vulnerabile — la classe di bug più pericolosa per i software enterprise esposti a internet.
Corretto, poi preso di mira
ServiceNow ha rilasciato una correzione il 13 luglio. Pochi giorni dopo, la società di threat intelligence Defused ha confermato uno sfruttamento attivo osservato per la prima volta nel fine settimana del 17-19 luglio — e ha notato un dettaglio significativo: gli aggressori hanno raggiunto lo stesso endpoint vulnerabile con "un percorso diverso rispetto al loro PoC pubblicato", a indicare che gli avversari hanno adattato la ricerca pubblica invece di limitarsi a riprodurla. Il divario tra il rilascio della patch e lo sfruttamento è stato di giorni, non di settimane.
Perché l'impatto potenziale è ampio
ServiceNow non è uno strumento di nicchia. La sua piattaforma sostiene i flussi di lavoro IT, HR e operations di circa l'85% delle Fortune 500 e gestisce oltre 100 miliardi di workflow all'anno. Una falla di esecuzione di codice in pre-autenticazione nello strato AI di un software così centrale offre agli aggressori un potenziale punto d'appoggio nel tessuto connettivo di migliaia di grandi organizzazioni.
Cosa devono fare i difensori
L'azione immediata è semplice: applicare la patch di ServiceNow del 13 luglio e cercare segnali di sfruttamento, poiché gli aggressori stanno già sondando gli endpoint in modi che divergono dal proof-of-concept pubblico. L'episodio ricorda anche che le funzionalità AI innestate su piattaforme mission-critical ampliano la superficie d'attacco — e che la finestra tra divulgazione e sfruttamento continua a restringersi.
