La tanto attesa revisione di Siri da parte di Apple è finalmente nelle mani del pubblico. Lunedì 13 luglio 2026, Apple ha distribuito la beta pubblica di iOS 27, aprendo per la prima volta la Siri ricostruita anche ai non sviluppatori. La build pubblica è identica alla beta per sviluppatori 3 e rappresenta il primo test su larga scala dell’assistente che Apple ha trascorso più di un anno a ricostruire.
Cosa fa la nuova Siri
L’assistente rinnovato è progettato per conversazioni naturali e շարունակative piuttosto che per comandi una tantum. Aggiunge consapevolezza su schermo (agendo su ciò che stai guardando), ricerca del contesto personale tra app come Mail, Messages, Notes and Calendar e la capacità di eseguire azioni in più passaggi nelle app e tra le app tramite App Intents. Una nuova app Siri autonoma conserva una cronologia delle conversazioni sincronizzata con iCloud e Visual Intelligence introduce query basate sulla fotocamera.
Sotto il cofano
Il sistema gira sui modelli on-device di Apple Intelligence Foundation Models, supportato da Private Cloud Compute per le richieste più pesanti — un’infrastruttura che, secondo quanto riportato, è in parte distillata da Google Gemini. Richiede un iPhone 15 Pro o successivo, debutta solo in inglese e inizialmente non è disponibile nell’UE.
La strada verso il rilascio
Una beta pubblica non è il traguardo finale: Apple punta a un rilascio generale in autunno, insieme al ciclo di iPhone 17 già sul mercato. Aprire ora la beta consente ad Apple di raccogliere feedback dal mondo reale — e di sottoporsi a scrutinio — su funzioni che aveva mostrato per la prima volta molto prima che fossero pronte per il lancio.
Perché conta
Dopo un periodo difficile in cui Apple ha rinviato funzioni chiave di Siri e ha visto i rivali accelerare, mettere un assistente davvero agentico nelle mani di milioni di persone è una prova di credibilità. Un assistente che vede lo schermo, comprende il contesto personale e agisce tra le app è esattamente il terreno di battaglia degli agenti on-device in cui la stretta integrazione hardware-software di Apple dovrebbe essere un vantaggio — se la versione in distribuzione sarà all’altezza delle dimostrazioni.
